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Manga Do a Messina [Recensione]

Lo scorso 18 maggio 2019 si è svolta a Messina, presso il cinema Lux, la proiezione del film documentario “Manga Do: Igort e la via del manga“.

Grazie alla collaborazione con movieday.it sono stata chiamata come promoter ufficiale di questo particolare evento che non solo ci ha mostrato un aspetto diverso del lavoro di Igort, ma ci è stata data la possibilità di incontrare il regista, Domenico Distilo, ed il produttore, Marco Lo Curzio, ai quali abbiamo rivolto diverse domande.

Ma andiamo un po’ più nel dettaglio: oltre a riportare un quadro generale dell’evento svolto a Messina, desidero scrivere una mia personale recensione in merito al film.


L’evento a Messina

La serata si è aperta con una breve presentazione del documentario da parte del regista e del produttore, seguita dall’introduzione alla collaborazione con movieday.it.

L’opera è stata realizzata durante un viaggio in Giappone di circa un mese tra il regista, Igort e la sua guida, nonché fotografo, Giovanni Piliarvu.

Durante la proiezione, il pubblico è rimasto affascinato dal ritmo molto delicato di quello che stava osservando.

A seguire, i due ospiti si sono soffermati nel raccontare la loro personale esperienza. In particolare il regista, Domenico Distilo, che ha vissuto in prima persona ciò che abbiamo visto sul grande schermo.
E’ seguito poi un momento di interazione con il pubblico che ha avuto l’opportunità di rivolgere ai due artisti diverse domande.

In conclusione? Ho raccolto pareri molto positivi da parte del pubblico e sono felice di come Messina abbia accolto e sostenuto questo evento.


Recensione

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Essendo molto legata alla musica, voglio iniziare a parlare proprio della sua presenza all’interno del documentario.
Posso solo dire che ho adorato le scelte che sono state fatte in questo campo!
Le musiche davano l’impressione di essere “cucite” appositamente per e sull’opera stessa.
Riuscivano a far immergere lo spettatore in un’atmosfera di assoluta serenità, punto cardine dell’intera proiezione.

Un altro elemento chiave del docu-film è stata la presenza dello slow motion, a mio avviso molto importante per catturare sfumature e attimi davvero magnifici: anche un semplice tramonto ci è stato fatto vedere sotto un’ottica diversa. A tal proposito il regista ha spiegato: “Ho utilizzato lo slow motion per due motivazioni: una ragione estetica ed una ragione tecnica. Quando si viaggia in tre, le dinamiche di spostamento sono molto veloci, molti particolari non vengono colti subito, non vengono assaporati. Però, rivedendo le riprese, ho potuto cogliere alcuni dei momenti del nostro viaggio, ho voluto far rivivere le emozioni che quei luoghi e quegli incontri ci hanno suscitato”.

In merito a ciò, penso che la parte (per me) più interessante ed emozionante, sia stata quella dedicata alla produzione a mano della carta.
In quelle scene non vedevo soltanto un uomo che realizzava a mano un foglio di carta ma, anche grazie alle spiegazioni forniteci durante la visione del film, ci è stato trasmesso un messaggio molto importante: “viviamo una vita frenetica dove tutto è incentrato sui soldi, sul recuperare tempo e sul goderci poco la vita stessa. Si sta perdendo la capacità di fare le cose con amore, passione, dedicando tempo alla cura dei dettagli”.

Ebbene, è proprio in quei momenti che ho capito quanto profonda fosse la ricerca che Igort stava effettuando in Giappone, per poi riportare e trasmettere al pubblico, attraverso i suoi disegni, dei messaggi importanti che si celano nella cultura e nelle tradizioni giapponesi.


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Ringrazio ancora il regista, Domenico Distilo, il produttore, Marco Lo Curzio, movieday.it e tutto il numeroso pubblico che ha partecipato alla serata.
Vi lascio in compagnia del trailer di “Manga Do: Igort e la via del manga“.

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“Manga Do. Igort e la via del manga”, premio del pubblico al Biografilmfest 2018, è il viaggio di Igort, tra i più importanti autori italiani di graphic novel, nei luoghi fondativi della cultura giapponese.
Il film porta lo spettatore sulla via del manga, dove per ‘via’, come nelle discipline orientali, si vuole intendere un percorso intrapreso per trasformare una tecnica, quella del racconto disegnato, in una pratica di perfezionamento.

Igort si muove assieme ad un amico fotografo che gli fa da guida: da Tokyo a Nagoya, poi giù lungo la penisola del Kii fino ad Izumo, dove si continua una millenaria tecnica di fabbricazione della carta, e a Hiroshima, al Museo della Pace.

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