Matteo Sciarra

MATTEO SCIARRA: Vincitore del CUSplay PISA Awards 2017 [Intervista]

Un fotografo di grande talento!

Matteo Sciarra è un fotografo di Roma dallo straordinario talento che lo scorso anno ha conquistato la giuria del CUSplay PISA Awards 2017 vincendo il primo premio come “miglior foto in assoluto”.

Due pagine per due tipologie di foto differenti: una dedicata completamente al mondo del cosplay e l’altra che racchiude i progetti artistici del fotografo.

Scoprite di più su Matteo Sciarra grazie all’intervista che ho avuto l’onore di fargli. BUONA LETTURA!

 


1. Ciao Matteo e benvenuto nella sezione #WeAreNerd! Raccontaci qualcosa di te e di come ti sei approcciato al mondo della fotografia.

“Ciao a te e tutti i lettori! Partiamo dal principio: mio padre era un fotografo, o meglio, è stato anche un fotografo, dunque già da giovane avevo la mia brava macchina fotografica a pellicola ed avevo la fortuna di avere anche la camera oscura! Tuttavia non gli stetti molto dietro, mio padre cambiò lavorio, io mi avvicinai alla musica (ne scrivevo, ero anche arrangiatore in vari studi musicali, nonché tecnico del suono).
Sono sempre stato creativo, ho ed ho avuto mille hobby creativi. Nonostante la mia propensione artistica, la mia strada mi ha inizialmente portato ad essere un informatico. Ero un bravo sistemista hardware e di rete, ma la cosa mi annoiava sempre di più con il passare del tempo.

Ormai diversi anni fa, mi riavvicinai alla fotografia, della quale ricordavo ben poco, sono sincero!
Dopo aver capito quanto mi piacesse e facesse per me decisi di studiare a dovere tutto per raggiungere traguardi qualitativi sempre superiori. Tutt’oggi non ho finito di sperimentare ed ho ancora molto da lavorare in tal direzione.”

Matteo Sciarra

 

Un’emozione per ogni scatto

2. Quali sono le emozioni che cerchi di trasmettere tramite le tue foto e cosa ricerchi in un soggetto da fotografare?

“Sono ogni volta differenti, in genere fino ad oggi ho lavorato in due direzioni. La prima, usata maggiormente per la pagina Matteo Sciarra Eventi (la pagina che in pratica ormai solamente foto cosplay), è tentare di valorizzare il cosplay/personaggio che mi trovo davanti, per tanto cambia l’emozione da soggetto a soggetto.
Mentre per la pagina Matteo Sciarra Fine-Art, nella quale metto i miei lavori artistici, (non escludo di inserirci anche qualche disegno, in futuro) tendenzialmente ogni set ha una sua idea ed atmosfera, in alcuni più marcata di altri, ma generalmente, salvo per gli scatti improvvisati in giro, c’è un progetto ed un “mood” deciso in precedenza.

Sicuramente, la sensazione che sfrutto maggiormente, nonché quella che più mi piace, è quella di distacco dalla realtà, mi immergo nella fantasia e tento di restituire la mia immaginazione in immagini.”

 

 

Uno sguardo all’attrezzatura di Matteo Sciarra

3. Quali sono i tuoi “attrezzi del mestiere”?

“Mirrorless! Quando lessi la prima volta di questo colpo di genio immesso sul mercato da Sony, compresi immediatamente come e quanto rappresentasse il futuro.

Sono anni che dico che seppelliranno le Reflex, con i soliti dinosauri che avversano la mia teoria (che in effetti non era proposta come teoria,bensì come affermazione), ma il tempo a decretato la mia ragione inesorabilmente.
A fine anno scorso, Sony ha sorpassato Nikon nel settore professionale ed ha rubato a piene mani mercato a Canon, che ne deteneva una fetta mastodontica. Le altre case produttrici di Mirrorless stanno tutte crescendo alle spalle dei due grandi colossi incapaci di accettare un cambiamento epocale. Le carrozze, anche le più belle, non vendono nell’epoca delle automobili.

I miei strumenti, dunque, sono le Mirrorless (ho due corpi Sony full frame, al momento) ed obiettivi manuali.
Di tutto il parco ottiche da me posseduto, solo due obiettivi dispongono di autofocus (uno zoom generalista 2.8, che uso molto poco ed un tele-zoom, che non ha senso a fuoco manuale, infatti non ne fanno più), gli altri sono tutti manuali, moderni e vintage. Alcuni miei set sono fatti con obiettivi progettati e costruiti dagli anni 80 in giù, fino ad un pezzo costruito negli anni 30.
Per il resto ho flash portatili in quantità, ne uso per quasi ogni foto, diffusori di varia natura ed altri accessori e strumenti tipici di noi fotografi.”

Matteo Sciarra

 

 

La post-produzione per dare vita alla propria immaginazione

4. Quanto pensi sia importante la post-produzione e quanto tempo ti occupa?

“Questa è una bella domanda. Per un vero fotografo, la post-prduzione è un passo fondamentale. Diffidate di chi non sa post-produrre, poiché non è un vero fotografo.

Mi spiego meglio.
Chi dice che vole la fotografia naturale, non sa di cosa stia parlando, poiché non esiste la fotografia naturale. Ogni macchina digitale ha un sensore e delle caratteristiche, la luce che entra è interpretata all’elettronica e dal software differente per ogni marca e per ogni modello della stessa marca. Anche tra macchine con lo stesso sensore il risultato è differente, per tanto, la foto sarà dettata dall’interpretazione che questo insieme di elementi sarà in grado di fare e non solamente di impostazioni, dagli obiettivi, dalla messa a fuoco, luci, composizione, ecc. ecc.. Uscendo di fatto dalle possibilità decisionali del fotografo. Il quale ne rientra in possesso, solamente con la pos-produzione.

Ai tempi della pellicola, anche agli esordi, si faceva post produzione, anche estrema, si faceva persino qualcosa di simile all’attuale HDR (vedasi il sistema zonale di Ansel Adams, nel lontano 1939!). Si truccavano le modelle per ore e dovevano rimanere immobili ed inespressive, poi si sceglieva la pellicola, perché ogni pellicola dava risultati cromatici e di contrasto completamente diversi, si sceglievano gli acidi di bagno (dando vita anche al famoso cross processing), poi ancora si sceglieva la carta per la stampa ed anche lì cambiava tutto. Si ritoccavano i negativi, si ritoccavano le foto stesse che poi venivano ri-fotografate! c’erano metodi e macchinari per ritoccare le immagini prodotte che ora non sto ad elencare.

 

 

In conclusione

Tutto questo per dire che chi dice che non usa photoshop perché sa fare le foto, in realtà non le sa fare e lascia metà del proprio lavoro alla casualità e freddezza di un sensore digitale.
Chiuderei anche dicendo che la post-produzione ti permette di andare oltre i limiti dell’analogico. Ti permette di realizzare quasi tutto quello che hai in testa, basta saperlo fare.
Avvicina la fotografia alla pittura, cosa che io cerco sempre di fare con i miei lavori. La post-produzione digitale rende la fotografia un’arte completa come non è mai stata, fino a poterla anche animare nel vero senso della parola. I limiti stanno solamente nelle tecnologie a disposizione e nella mente di chi le usa.”

5. Un ultimo saluto…

“Il mio saluto è un consiglio per tutti gli artisti ed i fotografi, di continuare e credere in loro stessi, di non rinunciare mai a creare perché se nasci artista e passi una vita senza creare non vivi.
Un saluto a tutti, vi aspetto numerosi sulle mie pagine Facebook e sul mio Instagram!”

 

 

Ringrazio tantissimo Matteo Sciarra e vi invito nuovamente a seguirlo su tutti i Social!

 

 

Contatti e gallery

Ecco i CONTATTI di Matteo Sciarra:

  • Pagina Eventi –> QUI
  • Pagina Fine-Art –> QUI
  • Profilo Instagram –> QUI

 

Concludiamo questa intervista con alcune foto di Matteo!
#WeAreNerd

Matteo Sciarra

 

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